Una collezione che cattura la grazia e l’intimità di una coppia in uno dei luoghi più suggestivi d’Italia.
Le immagini raccontano una storia di connessione autentica, immersa nel fascino senza tempo del centro storico di Benevento. In questo servizio fotografico, ho avuto il privilegio di immortalare la complicità di una coppia che si intreccia in un intricato balletto di sguardi, sorrisi e gesti affettuosi.
Per vivere a Benevento bisogna conoscere innanzitutto come sono fatti i beneventani. Cinque punti da tenere ben presente quando si ha di fronte un abitante della città delle streghe.
Quando ho iniziato a studiare marketing, la prima cosa che mi hanno spiegato è quella di conoscere il proprio pubblico, l’audience, i potenziali clienti. Una attività commerciale di Benevento ha come potenziali clienti i beneventani, ragion per cui in questi anni ho condotto questa indagine semiseria sul beneventano dal punto di vista sociologico, almeno per quello che mi consentono i miei modesti mezzi culturali da informatico.
Jack abita in un sobborgo di Cork, in Irlanda. Aveva fatto tanti lavori: paninaro al Subway, commesso da CeX nel negozio di gaming, a vendere vestiti da Hilfiger, dove andavano ad acquistare i dipendenti dell’Apple Store. Fa amicizia con uno di loro, e gli spiega che Apple sta facendo selezioni.
Studio Fotografico Michele Sabella, servizi fotografici matrimonio
Quanto costa in media un fotografo? Quanto viene pagato un fotografo?
Si parte da 5000 forse. Però voi ditemi quanto costa in media un abito ed io vi dico quanto costa in media un fotografo.
Ah no? Ah dipende?
Eh, lo so, ci sono abiti preconfezionati, che vanno più o meno bene, costano poco, e fanno quello che serve. E poi ci sono gli abiti che vengono confezionati su misura. Il lavoro di questo studio è così, prepariamo il preventivo in base alle esigenze del cliente.
Chi è il fotografo più famoso?
Henri Cartier-Bresson. Ma non lo dico io, ve lo può confermare tranquillamente Gemini AI, ChatGPT, ed è stato il pionere del fotogiornalismo. Questo vuol dire che i clienti di un fotogiornalista sono testate giornalistiche, e soggetti che si occupano di notizie. E’ quello che stai cercando? Perchè per trovare la risposta al fotografo più famoso è necessario indicare l’area geografica, come minimo, e poi il genere. Se state su questa pagina forse vi interessano i ritratti da cerimonia, la butto lì, ma se non me lo scrivete su whatsapp io non lo posso sapere.
Quando prende un fotografo per un matrimonio?
Si parte da 2000 incertezze. Peccato che dipende da talmente tante cose che non è proprio possibile che quello che credete sia un servizio fotografico di matrimonio io possa prevederlo. Non stiamo al mercato ortofrutticolo.
Quanto costa tutto il servizio fotografico? Come risparmiare? Sono incluse le bomboniere? Regalate anche l’auto?
Innanzitutto vi abbraccio per il coraggio. Gli eroi di oggi sono gli sposi.
E lo dico senza ironia, prima di essere fotografo cerimonialista sono marito, felicemente sposato con la stessa donna con cui ho conosciuto l’amore trent’anni fa, e quindi parlo con una certa cognizione di causa. Per me c’è stata la vita prima di aver conosciuto lei, e poi la vita dopo. Era il 1990.
Vi vedo, con questa ansia terribile, mista alla felicità, guardando la data fatidica:
Ma è la persona giusta? E se poi non dura? E se il giorno del matrimonio succede qualcosa? E il locale sarà aperto? E come facciamo le partecipazioni? E lo facciamo il sorbetto al limone? E bisogna andare a scegliere il bouquet, hai prenotato il parrucchiere? Mi stavo scordando il sarto, zio Ciccio non si sa se viene, e il prete dice che forse non si può celebrare, e il DPCM, e parappappero
In tutto questo la domanda che mi fate è: quanto costa il servizio fotografico?
L’approccio è quello dell’acquisto dell’auto, o del divano. Si stila una lista di fornitori, e poi uno per uno si vede cosa ha da offrire e quanto costa. In questo vortice tanti si schiantano sul costo:
“Tizio mi ha chiesto 3500 euro per foto video drone e la banda musicale quando esce la sposa di casa”
“Caio 500 euro ci fa solo file digitali, senza fotoritocco, senza video, poi l’album ce lo stampiamo quando ci pare e se ci pare”
“Sempronio 2500 euro è famoso, ci sono già andati Giuseppe e Maria, e poi ci regala il poster”
Questo accade perchè i futuri sposi recitano un copione che hanno scritto altri al posto loro.
Una pressione sociale spaventosa.
L’illusione è che facendo come fanno gli altri, si possa essere felici; non c’è niente di strano, siamo fatti così, si chiama effetto carrozzone (effettivamente “bandwagon effect” fa molto più trendy). Alcuni chiamano il fotografo solo perchè “fanno tutti così“, ma non perchè ne sentano l’esigenza.
“Ma tanto alla fine ma a che serve il fotografo?”
E da questo poi discendono i ragionamenti sul costo, percepito solo come spesa. A venticinque, trent’anni lo sguardo è rivolto al futuro, ma si è abbastanza cresciuti per contare tante persone che abbiamo perso per la strada. E come per le persone care che non abbiamo più, così accade al momento straordinario del matrimonio, di cui rimane solo il ricordo: le fotografie, ed i filmati video.
Cinque anni sembrano pochi. Dopo cinque anni dal matrimonio, non c’è più niente delle straordinarie pietanze, il bouquet (quelle che lo hanno conservato) inizia a sfaldarsi, aggredito dagli acari della polvere, o dalle muffe portate dall’umidità. L’abito dello sposo, se è un modello classico, e lo sposo non ha messo su chili, si può riciclare per altre occasioni, mettendo un’altra cravatta.
L’abito della sposa invece nella migliore delle ipotesi è custodito in un armadio. I posti? Nessun posto rimane uguale dopo cinque anni.
L’unica testimonianza di quelle emozioni sono le foto ed i video, il servizio fotografico. L’album, le stampe, l’hard disk con il filmato, le musiche di quel momento.
Ci sono fotografi cerimonialisti che costruiscono un mondo inesistente, che trasformano gli sposi ed i loro invitati in attori di una recita: emozioni finte, pose finte, espressioni finte, una vita finta. Vi prego, scusatemi, se non fa per me. Amo catturare quelle che sono le vere emozioni, perchè è di questo che siamo fatto, il ricordo delle emozioni che abbiamo provato.
Se avete avuto il coraggio di leggere fino a qui sarò felice di fare una chiacchierata informale, e lasciare che possiate decidere liberamente a chi affidare un servizio così importante. Chiamatemi o scrivetemi. Ho whatsapp acceso 24 ore su 24. Per whatsapp vi basta cliccare qui: www.michelesabella.it/whatsapp
A Benevento nel 1600 bastava poco per finire al rogo; bastava essere una ragazza bella al punto da destare l’attenzione di uomini e prelati ai quali negare amor profano.
Meglio la pellicola o il digitale? Se vuoi sapere quale sia la soluzione migliore, prova. E’ che l’estate è finita e si ricomincia, anche se non ho mai potuto staccare veramente, come ogni fotografo cerimonialista. Faccio la cernita delle foto delle vacanze, e pensavo a quando utilizzavo la mia Ricoh XR-P. La conservo ancora gelosamente, perchè me l’aveva regalata mio padre, appassionato fotografo, quando ho finito il servizio militare.
Senza legami nostalgici non c’è motivo per continuare ad usare la pellicola. Il problema inizia dall’acquisto, ormai i rullini si trovano solo online, a Benevento nemmeno i negozi dei cinesi li vendono più.
E poi lo sviluppo, quel processo chimico che rende visibile l’immagine latente, sotto forma di negativo, o di diapositiva. A meno che non si vogliano sviluppare in proprio, mettere su una camera oscura, procurarsi tutti i prodotti chimici, ingranditore, vasche per i bagni, timer, termometro (per lavorare poi praticamente al buio per le pellicole a colori) la strada percorribile è solo quella di appoggiarsi ad un laboratorio, ed i laboratori, data l’esigua richiesta, sono sempre di meno. A Benevento e provincia non ci sono più laboratori per lo sviluppo di pellicole fotografiche. Bisogna spedirle, attendere, con tutto quello che comporta.
Quello che conta è il risultato. Ed è pessimo. Parliamo di una normale pellicola 24×36, di quelle che trent’anni fa erano diffusissime, ed erano una grossa fetta del business model di uno studio fotografico. La qualità di una pellicola: il giorno che le fotocamere digitali hanno iniziato a produrre immagini decenti oltre gli 8 megapixel, ecco, si può dire che quello sia stato il confine, oltre il quale la qualità dell’immagine digitale non giustifica più l’adozione della pellicola.
Lo so, adesso vi vengono in mente i fantastiliardi di pixel che vi hanno convinto di poter misurare così la qualità di uno smartphone, e non è questa la sede per distruggere questa certezza. E’ che una fotocamera a pellicola serviva per ricordare, per registrare, e su questo uno smartphone è incomparabilmente più comodo.
La foto di copertina l’ho scattata al mare, con uno Xiaomi preso due anni fa a 150 euro, ed editato con Snapseed. E’ un ricordo dell’ultimo giorno di vacanza del 2021, il mare calmo di Campomarino in Molise. Non avrei mai potuto portare quello che uso alle cerimonie. Troppa qualità, troppo pesante, troppa ansia. Vogliamo parlare della sabbia? Granelli di sabbia in una reflex professionale? Ecco, no grazie. Questo è il confine tra la vacanza ed il lavoro, e quindi mi basta questo ricordo. Se la volessi stampare, anche in formato 20×30 farebbe la sua bella figura.
Campomarino 2021. Ultimo giorno di vacanza. Grazie Xiaomi. Foto Michele Sabella