Venivo dalla pellicola, iniziai con questa Canon EOS 350D, aveva un obiettivo 18-55 che esiste in commercio ancora oggi, anche se molto migliorato. E’ un ottimo e leggerissimo tuttofare. Come supporto questa fotocamera utilizzava le compact flash, che sono delle robe così:
Che cosa significa avere 18 anni?
Il compleanno dei diciotto anni è un’occasione importante e speciale nella vita di una persona, porta tante emozioni:
Quanto costa ingaggiare un fotografo di matrimoni a Benevento?
Iniziamo a sfatare un mito: LE DIMENSIONI CONTANO! Il costo di un servizio fotografico per matrimoni cambia di molto a seconda dei servizi richiesti: dimensioni dell’album sposi, dimensione degli album genitori, servizio video e servizio drone, servizio fotografico prematrimonio (chiamata anche “anteprima”), consegna delle foto, proiezione in anteprima del video del matrimonio al ristorante la sera stessa (si, esiste anche questo servizio, ma necessita di uno staff numeroso e soprattutto affiatato, ben organizzato, ed attrezzature estremamente performanti, dalla videocamera al PC utilizzato per l’operazione)
Stando ad una recente indagine di matrimonio.com tra i SUOI clienti, la tariffa media di un fotografo per matrimoni a Benevento è di circa 2.215€.
Ciò che può fare davvero la differenza su questa cifra però è il numero di professionisti necessari: sicuramente un team di due persone (fotografo e videomaker) costa meno di un team di quattro, ma viene sacrificata in questo modo la qualità del prodotto ed aumenta enormemente il rischio di perdere momenti importanti della cerimonia, che ha nella sua irripetibilità il suo valore più grande.
E chissenefrega della pellicola
Meglio la pellicola o il digitale? Se vuoi sapere quale sia la soluzione migliore, prova. E’ che l’estate è finita e si ricomincia, anche se non ho mai potuto staccare veramente, come ogni fotografo cerimonialista. Faccio la cernita delle foto delle vacanze, e pensavo a quando utilizzavo la mia Ricoh XR-P. La conservo ancora gelosamente, perchè me l’aveva regalata mio padre, appassionato fotografo, quando ho finito il servizio militare.
Senza legami nostalgici non c’è motivo per continuare ad usare la pellicola. Il problema inizia dall’acquisto, ormai i rullini si trovano solo online, a Benevento nemmeno i negozi dei cinesi li vendono più.
E poi lo sviluppo, quel processo chimico che rende visibile l’immagine latente, sotto forma di negativo, o di diapositiva. A meno che non si vogliano sviluppare in proprio, mettere su una camera oscura, procurarsi tutti i prodotti chimici, ingranditore, vasche per i bagni, timer, termometro (per lavorare poi praticamente al buio per le pellicole a colori) la strada percorribile è solo quella di appoggiarsi ad un laboratorio, ed i laboratori, data l’esigua richiesta, sono sempre di meno. A Benevento e provincia non ci sono più laboratori per lo sviluppo di pellicole fotografiche. Bisogna spedirle, attendere, con tutto quello che comporta.
Quello che conta è il risultato. Ed è pessimo. Parliamo di una normale pellicola 24×36, di quelle che trent’anni fa erano diffusissime, ed erano una grossa fetta del business model di uno studio fotografico. La qualità di una pellicola: il giorno che le fotocamere digitali hanno iniziato a produrre immagini decenti oltre gli 8 megapixel, ecco, si può dire che quello sia stato il confine, oltre il quale la qualità dell’immagine digitale non giustifica più l’adozione della pellicola.
Lo so, adesso vi vengono in mente i fantastiliardi di pixel che vi hanno convinto di poter misurare così la qualità di uno smartphone, e non è questa la sede per distruggere questa certezza. E’ che una fotocamera a pellicola serviva per ricordare, per registrare, e su questo uno smartphone è incomparabilmente più comodo.
La foto di copertina l’ho scattata al mare, con uno Xiaomi preso due anni fa a 150 euro, ed editato con Snapseed. E’ un ricordo dell’ultimo giorno di vacanza del 2021, il mare calmo di Campomarino in Molise. Non avrei mai potuto portare quello che uso alle cerimonie. Troppa qualità, troppo pesante, troppa ansia. Vogliamo parlare della sabbia? Granelli di sabbia in una reflex professionale? Ecco, no grazie. Questo è il confine tra la vacanza ed il lavoro, e quindi mi basta questo ricordo. Se la volessi stampare, anche in formato 20×30 farebbe la sua bella figura.

Riversamento e digitalizzazione cassette VHS a Benevento
Come fare il riversamento? Quanto costa? Ecco come riversare dal formato cassette VHS su file, dvd, digitalizzazione su penna USB.
Per fare il riversaggio delle vecchie cassette in formato VHS è necessario innanzitutto sapere che l’acronimo VHS sta per Video Home System su nastro magnetico in formato analogico.
Per la digitalizzazione è necessario oggi dotarsi di un videoplayer professionale e di una scheda di acquisizione del segnale video ed audio analogico provvista di un processore ADC, che convoglia poi la trasmissione dei dati in un formato video adatto.
Le immagini originarie di un VHS sono prevalentemente in formato quattro terzi. Una volta effettuata l’opera di acquisizione e conversione, il risultato può essere registrato su di una penna USB, in formato mp4 oppure messo su di un DVD Video, per la successiva fruizione su di una televisione moderna 16:9. Questo quindi richiede l’aggiunta di un “pillarbox”, ovvero una coppia di bande nere laterali.
Per il riversaggio di una singola bobina da 4 minuti il costo parte da €10. Per lunghezze maggiori o quantitativi differenti è assolutamente necessario contattarmi per un preventivo.
Il risultato finale può poi essere inserito su Youtube. Uno dei miei preferiti è lo spot Ferrero Rocher
La lettera aperta ai futuri sposi (quanto costa un fotografo ed altre domande strane)

Quanto costa in media un fotografo? Quanto viene pagato un fotografo?
Quanto costa tutto il servizio fotografico? Come risparmiare? Sono incluse le bomboniere? Regalate anche l’auto?
Innanzitutto vi abbraccio per il coraggio. Gli eroi di oggi sono gli sposi.
E lo dico senza ironia, prima di essere fotografo cerimonialista sono marito, felicemente sposato con la stessa donna con cui ho conosciuto l’amore trent’anni fa, e quindi parlo con una certa cognizione di causa. Per me c’è stata la vita prima di aver conosciuto lei, e poi la vita dopo. Era il 1990.
Vi vedo, con questa ansia terribile, mista alla felicità, guardando la data fatidica:
Ma è la persona giusta? E se poi non dura? E se il giorno del matrimonio succede qualcosa? E il locale sarà aperto? E come facciamo le partecipazioni? E lo facciamo il sorbetto al limone? E bisogna andare a scegliere il bouquet, hai prenotato il parrucchiere? Mi stavo scordando il sarto, zio Ciccio non si sa se viene, e il prete dice che forse non si può celebrare, e il DPCM, e parappappero
In tutto questo la domanda che mi fate è: quanto costa il servizio fotografico?
L’approccio è quello dell’acquisto dell’auto, o del divano. Si stila una lista di fornitori, e poi uno per uno si vede cosa ha da offrire e quanto costa. In questo vortice tanti si schiantano sul costo:
“Tizio mi ha chiesto 3500 euro per foto video drone e la banda musicale quando esce la sposa di casa”
“Caio 500 euro ci fa solo file digitali, senza fotoritocco, senza video, poi l’album ce lo stampiamo quando ci pare e se ci pare”
“Sempronio 2500 euro è famoso, ci sono già andati Giuseppe e Maria, e poi ci regala il poster”
Questo accade perchè i futuri sposi recitano un copione che hanno scritto altri al posto loro.
Una pressione sociale spaventosa.
L’illusione è che facendo come fanno gli altri, si possa essere felici; non c’è niente di strano, siamo fatti così, si chiama effetto carrozzone (effettivamente “bandwagon effect” fa molto più trendy). Alcuni chiamano il fotografo solo perchè “fanno tutti così“, ma non perchè ne sentano l’esigenza.
“Ma tanto alla fine ma a che serve il fotografo?”
E da questo poi discendono i ragionamenti sul costo, percepito solo come spesa. A venticinque, trent’anni lo sguardo è rivolto al futuro, ma si è abbastanza cresciuti per contare tante persone che abbiamo perso per la strada. E come per le persone care che non abbiamo più, così accade al momento straordinario del matrimonio, di cui rimane solo il ricordo: le fotografie, ed i filmati video.
Cinque anni sembrano pochi. Dopo cinque anni dal matrimonio, non c’è più niente delle straordinarie pietanze, il bouquet (quelle che lo hanno conservato) inizia a sfaldarsi, aggredito dagli acari della polvere, o dalle muffe portate dall’umidità. L’abito dello sposo, se è un modello classico, e lo sposo non ha messo su chili, si può riciclare per altre occasioni, mettendo un’altra cravatta.
L’abito della sposa invece nella migliore delle ipotesi è custodito in un armadio. I posti? Nessun posto rimane uguale dopo cinque anni.
L’unica testimonianza di quelle emozioni sono le foto ed i video, il servizio fotografico. L’album, le stampe, l’hard disk con il filmato, le musiche di quel momento.
Ci sono fotografi cerimonialisti che costruiscono un mondo inesistente, che trasformano gli sposi ed i loro invitati in attori di una recita: emozioni finte, pose finte, espressioni finte, una vita finta. Vi prego, scusatemi, se non fa per me. Amo catturare quelle che sono le vere emozioni, perchè è di questo che siamo fatto, il ricordo delle emozioni che abbiamo provato.
Se avete avuto il coraggio di leggere fino a qui sarò felice di fare una chiacchierata informale, e lasciare che possiate decidere liberamente a chi affidare un servizio così importante. Chiamatemi o scrivetemi. Ho whatsapp acceso 24 ore su 24. Per whatsapp vi basta cliccare qui: www.michelesabella.it/whatsapp
Oppure chiamate ora: 3297814185
Benevento, the black witch project
A Benevento nel 1600 bastava poco per finire al rogo; bastava essere una ragazza bella al punto da destare l’attenzione di uomini e prelati ai quali negare amor profano.
La mela dell’amore
Jack abita in un sobborgo di Cork, in Irlanda. Aveva fatto tanti lavori: paninaro al Subway, commesso da CeX nel negozio di gaming, a vendere vestiti da Hilfiger, dove andavano ad acquistare i dipendenti dell’Apple Store. Fa amicizia con uno di loro, e gli spiega che Apple sta facendo selezioni.
Cos’è realmente la Prima Comunione?
Cos’è realmente la Prima Comunione?
Il momento in cui ad otto, nove anni appartenenti alla religione cattolica si accostano per la prima volta al sacramento dell’Eucaristia.
Prima della festa, dei regali, o della teatralità del rito, c’è un momento intimo in cui per la prima volta ci si pone domande e si formano idee su ciò che è l’universo, l’uomo, la creazione, l’etica.
Ho voluto rappresentare l’importanza di questo passaggio perchè a mio avviso è un evento autentico di imprinting spirituale, un bagaglio di ricordi e sentimenti che poi accompagna per il resto della vita la persona, qualunque sia poi la strada che sceglie di prendere.

Qualche domenica fa in questo finalmente caldo mese di giugno sono tornato a Villa Kristall ad Ariano Irpino (AV). E’ come la ricordavo dall’ultima volta che ci sono stato: una location immensa, enorme e spaziosa anche quando ospita tre matrimoni.
E lei è la ragazzina che ho avuto l’onore ed il piacere di ritrarre

Questa domenica c’erano solo prime comunioni, ed era pieno di bambini ed animatori, sembrava una enorme gigantesca ludoteca…
Sono quaranta minuti da Benevento, ma ne vale realmente la pena.
ecco
Una piscina splendida, cascate, è uno di quei posti meravigliosi in cui il fotografo è felice di lavorare perchè offre una infinità di angoli dove sbizzarrirsi usando la luce naturale.
Il personale, poi, è disponibile e ci mette il cuore in quello che fa
Metterci il cuore, la passione in quello che si fa spesso fa la differenza. Che ne pensate?
Cinque infallibili trucchi per far incacchiare un beneventano
Per vivere a Benevento bisogna conoscere innanzitutto come sono fatti i beneventani. Cinque punti da tenere ben presente quando si ha di fronte un abitante della città delle streghe.
Quando ho iniziato a studiare marketing, la prima cosa che mi hanno spiegato è quella di conoscere il proprio pubblico, l’audience, i potenziali clienti. Una attività commerciale di Benevento ha come potenziali clienti i beneventani, ragion per cui in questi anni ho condotto questa indagine semiseria sul beneventano dal punto di vista sociologico, almeno per quello che mi consentono i miei modesti mezzi culturali da informatico.































